IMC: Indice di massa corporea
Negli studi epidemiologici la valutazione dello stato nutrizionale è comunemente eseguita sulla base di semplici misure antropometriche. Negli studi su larga scala, in genere, sono utilizzate le misure del peso e della statura, assumendo che, per una determinata statura, le variazioni del peso corporeo siano attribuibili, in gran parte, a variazioni nel contenuto di grasso corporeo. Tali misure sono combinate tra loro in vari tipi di rapporto, al fine di “mettere in relazione” il peso con la statura e costituire gli indici dello stato nutrizionale. I requisiti fondamentali per questi indici sono una bassa correlazione con la statura ed un’elevata correlazione con il peso ed il grasso corporeo. Va notato, tuttavia, che questi, indici che mettono in relazione il peso e la statura non permettono di distinguere variazioni del peso dovute alla massa muscolare, alla massa ossea, al contenuto di acqua, o all’ accumulo di grasso (Norgan & Ferro-Luzzi, 1982). Inoltre va precisato che i termini “obesità” e “sovrappeso” sono spesso utilizzati come sinonimi, ma rappresentano due diverse condizioni: il termine “obesità” indica un eccesso di tessuto adiposo che andrebbe misurato o valutato con le opportune tecniche, mentre il termine “sovrappeso” indica semplicemente un eccesso di peso per una determinata statura (Troiano & Flegal, 1999). Nonostante i loro limiti, gli indici che mettono in relazione il peso e la statura possono essere utilizzati in vari contesti come “indicatori del grado di adiposità”.
L’Indice di Massa Corporea (IMC, kg/m2), o indice di Quetelet, calcolato dividendo il peso espresso in kg per il quadrato della statura espressa in metri, è l’indice ponderale più utilizzato nell’adulto (World Health Organization, 1995; World Health Organization, 1998) come espressione del peso “aggiustato” per la statura, e come indice di adiposità, in quanto è quello maggiormente correlato con il grasso corporeo e, allo stesso tempo, quello meno correlato con la statura (Benn, 1971; Billewicz et al., 1962; Garn & Pesick, 1982; Keys et al., 1972; Lee et al., 1981; Micozzi et al., 1986; Norgan & Ferro-Luzzi, 1982; Revicki & Israel, 1986; Ross et al., 1988; Troiano & Flegal, 1999; Wormsley & Durnin, 1977). Tuttavia, l’IMC è comunque influenzato dalla statura, specialmente ai due estremi della distribuzione (Lee et al., 1981; Freeman et al., 1995). La capacità predittiva dell’IMC nei confronti del grasso a livello individuale spiega soltanto circa il 50% della varianza del contenuto di grasso espresso come percentuale del peso corporeo (Norgan, 1990). Quindi individui con uno stesso IMC possono avere una diversa quantità di grasso corporeo. Ad esempio gli atleti possono avere un IMC elevato, ma l’eccesso di peso in questo caso è dovuto alla massa muscolare e non ad un eccesso di grasso corporeo. Invece, a livello di gruppo tale indice è risultato fortemente correlato con il grasso, con un
errore standard del 3-6% del peso corporeo (Wormsley & Durnin, 1977). Nonostante i suoi limiti, l’IMC rappresenta un indice semplice da calcolare, ampiamente utilizzato, specialmente negli studi su larga scala, per valutare il rischio di malattia. La relazione tra IMC e le principali cause di malattia e mortalità è stata diffusamente studiata ed è risultata a forma di “U”, in quanto sia l’eccessiva magrezza che l’eccesso di peso possono essere causa di rischio per la salute (Rissanen et al., 1989; Rissanen et al., 1991;Waaler, 1984; World Health Organization, 1995). Pertanto nell’adulto, lo stato nutrizionale determinato mediante l’IMC è valutato utilizzando un approccio epidemiologico, cioè sulla base del rischio di malattia e di mortalità associato ai valori dell’IMC. Quindi i valori soglia dell’IMC per la definizione dello stato nutrizionale sono stati ricavati, dall’inflessione delle curve di correlazione tra l’IMC ed i tassi di mortalità e di morbosità. I valori internazionalmente accettati sono quelli proposti dall’OMS (World Health Organization, 1995; World
Health Organization, 1998) e sono unificati per sesso ed età.
Va, tuttavia, sottolineato che tali valori soglia andrebbero applicati con cautela nell’anziano, in quanto l’IMC può avere un differente significato negli individui più anziani rispetto ai giovani, a causa della riduzione della statura con l’età (World Health Organization, 1995). La statura può diminuire con l’avanzare dell’età di 1-2 cm per decade, o più rapidamente nelle età più avanzate, soprattutto a causa della compressione delle vertebre, delle modifiche nella forma e nell’altezza dei dischi vertebrali, della perdita del tono muscolare o delle modifiche nella postura (Rossman, 1977; Svanborg et al., 1991).
L’IMC varia ampiamente tra le popolazioni di anziani e dipende da vari fattori, tra cui le modificazioni biologiche correlate con l’età, lo stato di salute, lo stile di vita ed i fattori socioeconomici (World Health Organization, 1995). Inoltre, va considerata la grande variabilità inter-individuale nelle variazioni della composizione corporea e dell’IMC dovute anche alla variabilità inter-individuale nel processo di invecchiamento. Nelle popolazioni europee è stato osservato che tale indice, come il peso, tende ad aumentare nella mezza età e a stabilizzarsi prima negli uomini che nelle donne. Per entrambi i sessi l’IMC inizia a diminuire dopo i 70-75 anni (Rossman, 1977;Waaler, 1984;Waaler, 1988). Se la statura non varia, una diminuzione dell’IMC riflette la diminuzione nel peso corporeo; se tuttavia anche la statura diminuisce, come avviene in età avanzata, allora la diminuzione nell’IMC risulta inferiore a quella che si avrebbe per un’analoga diminuzione del peso in gruppi di età in cui la statura si mantiene stabile.
Anche la relazione tra IMC, massa grassa e massa cellulare varia con l’età. Con l’avanzare dell’età si verificano significative modifiche nella massa magra (in senso qualitativo perché varia la sua composizione e in senso quantitativo perché diminuisce la massa cellulare) e nella distribuzione del grasso. Si osserva una progressiva ridistribuzione del grasso: il tessuto adiposo sottocutaneo tende a diminuire e quello intraaddominale ad aumentare (Chumlea & Baumgartner, 1989; Rossman, 1977). Per gli individui al di sopra dei 65 anni di età non è ancora chiaro il rischio per la salute dovuto all’eccesso di peso. Sembra, infatti, che ad età più avanzate un moderato sovrappeso sia associato ad un minore rischio di mortalità (Andres, 1985). Oltre gli 80 anni di età la magrezza e la perdita di massa magra possono rappresentare un problema più importante rispetto all’eccesso di peso (World Health Organization, 1995). Infatti, una cospicua perdita di
massa magra può ridurre la massa cellulare al di sotto di un livello minimo necessario per il mantenimento delle funzioni fisiologiche.

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