Integratori per la dieta
Varie tipologie di integratori alimentari vengono proposte al consumo per finalità connesse con il controllo e la riduzione del peso corporeo.
In linea esemplificativa, si tratta di prodotti caratterizzati dai seguenti componenti:
- fibra alimentare solubile e insolubile
- chitosano
- acido linoleico coniugato (CLA)
- carnitina
- caffeina e altre sostanze termogeniche
- faseolamina (anti alfa-amilasi)
- estratti vegetali
Gli effetti esercitati sono diversi, a seconda degli specifici costituenti: la facilitazione del conseguimento della sensazione di sazietà, la limitazione/riduzione dell’assorbimento di nutrienti e conseguentemente di energia, la tendenza a ridurre il grasso corporeo e mantenere/aumentare la massa magra, azioni di tipo termogenico.
Quando i prodotti sono proposti per finalità “dimagranti”, e quindi per la riduzione di peso corporeo, il target di riferimento diventa quello dei consumatori in eccesso ponderale. Tali consumatori, in genere, data la difficoltà ad ottenere risultati utili se ci si limita ad adottare ad intermittenza diete ristrette di vario tipo, diventano particolarmente sensibili a messaggi che propagandano prodotti e strumenti di varia natura come mezzi volti a consentire la soluzione del problema.
Una corretta informazione impone di non enfatizzare il ruolo degli integratori, che può essere solo secondario e accessorio.
Per perseguire correttamente e fisiologicamente il calo ponderale le condizioni necessarie sono due:
1) la riduzione delle entrate energetiche rispetto al dispendio giornaliero con una dieta ipocalorica adeguata,
2) l’aumento delle uscite attraverso la rimozione di abitudini sedentarie, ove del caso, e comunque accrescendo il dispendio energetico con l’attività fisica e il movimento.
La seconda condizione resta determinante per la stabilizzazione di qualsiasi risultato raggiunto.
Il regolamento (CE) 1924/2006 relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute:
- non consente claims “che fanno riferimento alla percentuale o all’entità della perdita di peso”;
- consente claims riferiti alla “riduzione dello stimolo della fame o un maggiore senso di sazietà o la riduzione dell’energia apportata dal regime alimentare” solo se basati su prove scientifiche generalmente accettate e formulati in modo ben comprensibile dal consumatore medio.
Per “”medio” si intende il consumatore “normalmente informato e ragionevolmente attento ed avveduto”. Resta ferma, comunque, la necessità di evitare “lo sfruttamento dei consumatori che per le loro caratteristiche risultino particolarmente vulnerabili alle indicazioni fuorvianti”.
I soggetti con un peso ponderale in eccesso rientrano a tutti gli effetti tra i consumatori particolarmente vulnerabili nel senso sopra indicato. Le rivendicazioni di effetti utili per diete “dimagranti”, al pari di tutti i claims sulla salute, sono subordinate alla condizione di riportare nell’etichettatura e nella pubblicità del relativo prodotto “una dicitura relativa all’importanza di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano”.

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